Un tema che ci sta molto a cuore è quello dello “sfruttamento animale”, che sfortunatamente coinvolge diverse attività umane e rappresenta un problema complesso e di grande impatto, sia dal punto di vista etico che ambientale.
Si tratta di una pratica che non solo causa immensa sofferenza a miliardi di animali ogni giorno nel mondo, ma comporta anche enormi danni all’ambiente.
Lo sfruttamento animale non è quindi solo una pratica che può essere considerata ingiusta e crudele, ma anche poco sensata per il nostro benessere, presente e futuro.
Ecco alcune delle forme più diffuse di sfruttamento animale:
–Industria alimentare e allevamento intensivi: gli animali sono rinchiusi in spazi angusti per limitarne la mobilità e mantenere la loro carne più tenera, sottoposti a stress continuo e spesso privati di cure adeguate.
–Macelli: gli animali vengono uccisi molto giovani e spesso in modo brutale, senza alcuna anestesia.
–Pesca industriale: miliardi di pesci vengono catturati in reti indiscriminate, con metodi che danneggiano irreparabilmente l’ambiente marino e causano la morte anche di specie non bersaglio.
⁃ Sperimentazione animale/ricerca scientifica: gli animali vengono impiegati in studi invasivi e spesso mortali per la ricerca in campi come la medicina, la neurologia, la psicologia e la cosmesi per testare farmaci, cosmetici e altri prodotti, subendo iniezioni, incisioni, avvelenamento e altre forme di sfruttamento.
⁃ Intrattenimento / circhi e zoo: gli animali vengono strappati dal loro habitat naturale e costretti a vivere in condizioni artificiali, spazi ridotti e frustranti, spesso subendo addestramenti per eseguire esibizioni.
⁃ Corse di cavalli, caccia e pesca sportiva: gli animali vengono sfruttati per il divertimento umano, sottoposti a sforzi eccessivi, tanto da portarli a subire infortuni e a volte alla morte.
⁃ Abbigliamento e accessori: gli animali vengono allevati e uccisi esclusivamente per la loro pelle o pelliccia. In alcuni paesi addirittura con metodi di scuoiatura ancora vivi. Nel caso di lana e piume gli animali vengono sottoposti a dolorose pratiche di tosatura e spiumatura.
– Allevamenti di animali di razza: spesso gli animali vengono allevati per profitto, quindi costretti a riprodursi continuativamente, solo per essere rivenduti. Lo scopo di alcuni allevatori non è quindi la salvaguardia / valorizzazione della specie allevata ma il profitto sulle vendite degli animali.
Le conseguenze dello sfruttamento animale sono devastanti, si pensi che l’allevamento intensivo e la pesca industriale sono tra le principali cause di inquinamento, deforestazione e cambiamento climatico.
L’impatto ricade poi anche sulla salute umana: il consumo eccessivo di carne e derivati animali è associato a diverse patologie, tra cui obesità, il cancro e malattie cardiovascolari.
A questo va aggiunta l’incontestabile sofferenza causata agli animali, costretti a vivere in condizioni di prigionia, dolore e terrore per la nostra utilità, piacere o divertimento.
Quindi sorgono spontanee alcune semplici domande.
“È davvero necessario?”
“Posso comprare carne, uova e derivati animali da un piccolo allevatore anziché al supermercato?”
“Cosa possiamo fare nella pratica della quotidianità, per contrastare lo sfruttamento animale?”
Tanti piccoli, ma importantissimi gesti:
⁃ Evitare prodotti alimentari di origine animale quando possibile o adottare una dieta variegata e quanto più possibile “sostenibile”. Scegliete una dieta vegana o vegetariana o consumare carne di piccoli allevamenti familiari, che garantiscano una vita dignitosa degli animali, cercando di acquistare solo il necessario senza eccessi, evitando gli sprechi e surgelando la carne non consumata subito.
⁃ Acquistare cosmetici cruelty-free e vestiti in fibre sintetiche o ecosostenibili.
⁃ Informarsi e sensibilizzare, approfondire la conoscenza della tematica dello sfruttamento animale, diffondendo consapevolezza tra amici e familiari.
⁃ Sostenere le associazioni animaliste con donazioni, volontariato o campagne di sensibilizzazione.
Insieme possiamo cambiare le cose e creare un mondo migliore: non solo più giusto e compassionevole verso tutti gli esseri viventi, ma più sostenibile e sano per tutti noi.


